I controlli partono dai dati, non soltanto dal codice ATECO
Il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 prevede che l’Ispettorato nazionale del lavoro individui i settori da attenzionare partendo dai dati concreti sugli infortuni gravi e mortali, e non dalla sola classificazione astratta del rischio associata al codice ATECO.
Edilizia e agricoltura restano comparti critici. Il Piano indica però espressamente anche le attività manifatturiere e, per la logistica, il magazzinaggio. Per molte aziende questo significa che una situazione apparentemente ordinaria — macchine, carrelli, scaffalature, manutenzioni e appalti — può diventare il centro della verifica.
I numeri che spiegano la scelta
Secondo i dati richiamati nel Piano, nel 2024 quasi un quarto degli infortuni in occasione di lavoro si è concentrato nel manifatturiero, seguito dalle costruzioni. Tra i settori con più decessi figurano costruzioni, trasporto e magazzinaggio e manifattura.
Il rapporto Infor.MO sulle cause degli infortuni mortali e gravi mostra inoltre tre dinamiche ricorrenti: cadute dall’alto o in profondità, perdita di controllo o variazione nella marcia di veicoli e caduta di gravi dall’alto. Nel campione analizzato queste modalità descrivono complessivamente oltre il sessanta per cento degli eventi mortali.
Questi dati non costituiscono una checklist ispettiva ufficiale. Indicano però con chiarezza dove un’azienda deve cercare per prime le proprie debolezze.
Manifattura: partire dalle condizioni reali delle macchine
Non basta possedere manuali e dichiarazioni. Occorre verificare ripari, interblocchi, arresti di emergenza, accesso agli organi in movimento, procedure di attrezzaggio e pulizia, gestione delle anomalie e manutenzione effettivamente eseguita.
Le modifiche introdotte nel tempo, le protezioni rimosse per velocizzare il lavoro e le prassi diverse da quelle descritte nel DVR sono punti deboli tipici. La verifica deve osservare il ciclo reale, non la macchina ferma e preparata per il sopralluogo.
Magazzini: viabilità, mezzi e scaffalature
Nel magazzinaggio i rischi si concentrano spesso nell’interazione tra persone, carrelli, carichi e spazi. Devono essere leggibili percorsi, precedenze, aree pedonali, punti ciechi, regole di sosta, velocità, ricarica dei mezzi e gestione degli accessi di autisti o imprese esterne.
- abilitazione, idoneità e autorizzazione degli addetti ai mezzi;
- controlli pre-uso e manutenzione dei carrelli;
- identificazione e portata delle scaffalature;
- danni da urto, deformazioni e modifiche rispetto alla configurazione prevista;
- registro delle anomalie, interdizione delle aree e chiusura degli interventi.
Lavori in quota e appalti non si gestiscono con una firma
Coperture, scale, trabattelli, ponteggi e manutenzioni espongono a conseguenze gravi anche quando l’attività è occasionale. La priorità è eliminare o ridurre il lavoro in quota, scegliere l’attrezzatura corretta, verificare protezioni collettive, condizioni di accesso e addestramento.
Quando intervengono imprese esterne, idoneità tecnico-professionale, coordinamento, DUVRI quando dovuto e scambio delle informazioni devono corrispondere a ciò che avviene sul posto. Un fascicolo completo ma scollegato dal cantiere non governa il rischio.
Il controllo interno da fare prima di settembre
Un’autoverifica utile non deve trasformarsi in una raccolta indiscriminata di documenti. Deve partire dalle attività con potenziale di danno maggiore, controllare le condizioni sul campo e collegare ogni anomalia a un responsabile e a una scadenza.
- confrontare DVR, mansioni e organizzazione effettiva;
- verificare macchine, manutenzioni e gestione delle anomalie;
- controllare viabilità interna, movimentazione e scaffalature;
- riesaminare lavori in quota e accesso alle coperture;
- allineare nomine, formazione, addestramento e sorveglianza sanitaria;
- verificare appalti, coordinamento e presenza reale delle imprese;
- chiudere le azioni aperte documentando la verifica finale.
Azione consigliata: eseguire un audit mirato sulle tre esposizioni più gravi dell’azienda, invece di limitarsi a controllare se i documenti sono presenti.
Fonti ufficiali
Testi consultati per questo approfondimento:
Contenuto informativo aggiornato alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica degli obblighi applicabili alla singola azienda, alle attività effettive e agli eventuali provvedimenti successivi.

